Canale "Uniti per Volterra"

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venerdì 30 marzo 2012

Sul cosiddetto "protocollo ponte": bocciato !

"Mi sembra che il responso del Consiglio Comunale sia stato chiaro -
 commenta il sindaco Buselli. Il cosiddetto "protocollo ponte", così
 come confezionato, è stato sonoramente bocciato dall'assemblea, col
 solo voto favorevole del PD. Il dato inequivocabile è che è il PD a
 essere isolato a Volterra su questa vicenda di vitale importanza, non
 altri. Popolo per Volterra, Progetto Originario, Sinistra per Volterra,
 Lista Civica Uniti per Volterra, non hanno neanche cercato di emendare
 il cosiddetto "protocollo ponte", bocciandolo senza appello. E' passata
 la linea costruttiva, fatta di proposte concrete e realistiche, su cui
 ci confronteremo in Regione e con le altre Istituzioni. Ci auguriamo
 ancora che si prendano in considerazione gli input che vengono
 direttamente da un territorio, che ha il sacrosanto diritto di
 scegliere il proprio futuro. Oggi è un giorno più sereno per la
 comunità di Saline di Volterra".

Marco Buselli
Sindaco di Volterra


Le nostre richieste: dalla A... alla Z

"Queste sono le nostre richieste, dalla A alla zeta, per tutelare il
territorio e coniugare la presenza industriale di Solvay con le
esigenze dei cittadini di questa zona. Abbiamo elaborato - dichiara il
sindaco Buselli - un vero e proprio "pacchetto" di prescrizioni, che
vorremmo fossero adottate in fase di rilascio delle concessioni.
Auspico - commenta Buselli - che si tenga in debito conto la VOLONTA'
di un territorio interessato da scelte che riguardano la sostenibilità
dell'azione della multinazionale Solvay sul territorio. Stiamo parlando
dei prossimi trenta anni. Pur non condividendo l'impostazione assunta
dalla Regione Toscana in merito, che ha proceduto comunque con
l'approvazione dell'accordo ponte, l'Amministrazione ha colto
l'occasione per produrre i temi su cui, secondo il Comune di
Volterra,
si sarebbe dovuto impostare il rinnovo delle concessioni per avere
garanzie serie e definitive. I temi sono quelli della SICUREZZA e
dell'AMBIENTE, del CONSUMO IDRICO SOSTENIBILE, della tutela del FIUME
CECINA, ma anche dell'OCCUPAZIONE, con particolare riferimento allo
SVILUPPO di ATISALE, unitamente a criteri di COMPENSAZIONE ECONOMICA.
STABILITA come PREMESSA che l'accordo territoriale con queste
prescrizioni nella sua interezza sia inserito nella parte prescrittiva
della delibera regionale di autorizzazione, abbiamo INDIVIDUATO quali
IMPEGNI DA RICHIEDERE A SOLVAY quelli di assicurare:
a)Di rivedere il protocollo d'intesa e il precedente "Contratto di
Collaborazione Industriale" siglato fra ATI
sale e Solvay il 24 aprile 1996, alla luce dei nuovi scenari
societari ed economici, sulla base della recente legislazione
ambientale e delle recenti tecnologie di controllo delle deformazioni
terrestri.
b)A tutela del centro abitato e delle aree industriali di Saline di
Volterra (nuovo PIP e area ex Altair), Solvay si impegni a incrementare
la distanza di sicurezza a 500 m dai 200 m previsti nel precedente
accordo (vale la regola del raggio di cerchio, utilizzando come limite
dell'abitato il perimetro dell'UTOE indicata nelle tavole del piano
regolatore approvato nel 2009 dal Comune di Volterra).
c)Di impegnarsi a rivedere i piani di estrazione, valutando la
possibilità di programmare l'esaurimento dei moduli di Buriano
attualmente in coltivazione. Fino a quel momento nelle concessioni ex
ETI/ATIsale la produzione potrà solo essere compensativa del calo di
produzione delle suddette miniere di Buriano. Su l'ottemperanza di tale
punto dovranno vigilare gli uffici Regionali preposti coadiuvati da
tecnici di nomina comunale.
d)Data la prossima costruzione e messa in funzione dei Depuratori
civili di Volterra e Saline di Volterra, Solvay si impegni a prelevare
durante tutto l'anno solare, l'acqua per la dissoluzione del salgemma
da questi impianti per ridurre i prelievi in subalveo.
e) Di ubicare l'area del campo pozzi per la produzione di acqua,
lungo il Fiume Cecina nella zona compresa fra il Torrente Fosci e la
Cacciatina, evitando lo sfruttamento dell'acquifero in corrispondenza
di Ponteginori e del
Torrente Trossa, dove le acque sono di ottima qualità ed
eventualmente da sfruttare per finalità idropotabili.
f)Di ottemperare a quanto previsto nella VIA Regionale di rinnovo
delle concessioni Poppiano e Cecina, volte alla realizzazione di invasi
per l'approvvigionamento idropotabile e industriale nel periodo estivo,
onde evitare i prelievi
in subalveo del fiume Cecina nei periodi di magra estiva.
g)Di predisporre opportuni sistemi di controllo in tempo reale della
deformazione del terreno all'esterno dei moduli in
coltivazione. A tal proposito viene richiesta la realizzazione di una
rete GNSS, dotata di un numero sufficiente di punti di rilievo da
posizionare sia nel territorio interposto fra i cantieri degli Spadini
e i nuovi realizzati o che saranno costruiti nelle concessioni ex
ATIsale, che su una serie di edifici al margine e all'interno del
centro abitato di Saline di Volterra.
h)Di realizzare la rete di controllo microsismico per la previsione
dell'apertura di camini di collasso, estesa anche all'
esterno dei moduli in direzione del centro abitato di Saline di
Volterra. Anche in questo caso il controllo deve
riguardare i cantieri degli Spadini.
i)Di proseguire con i controlli tramite livellazione di alta
precisione alla sorveglianza del territorio esterno delle aree di
coltivazione.
j)Solvay S.A. si impegni a fornire al Comune di Volterra i dati
relativi alla subsidenza misurata all'esterno delle aree
coltivate con cadenza annuale e a rendere visibili tramite portale
WEB i valori rilevati dalla rete GNSS a controllo del centro abitato.
k)Al trasferimento ai Comuni interessati del complesso delle
contribuzioni pagate da Solvay alla Regione e allo Stato (due milioni
di € l'anno) (impegno di fatto demandato alla Regione e al Ministero)
l)Che l'indennità sia rivalutata nel tempo (ogni 5 aa il valore sarà
rivalutato sulla base dell'aumento reale del costo della vita nello
stesso periodo) e che si riveda, con lo stesso criterio, il costo
dell'acqua che Solvay emunge
per la lavorazione del salgemma.
m) Solvay dovrà installare dei punti di misura accessibili ai tecnici
incaricati dal Comune di Volterra, preposti al controllo dell'effettiva
produzione di salamoia.
n)Messa in sicurezza della ex discarica delle Moie Vecchie, posta in
prossimità del cantiere di recente realizzazione a
ovest di Poppiano.
o)Ripristino delle aree minerarie dismesse fra le località di San
Giovanni e San Lorenzo e la rinaturalizzazione di
qualsiasi area già interessata dalla coltivazione mineraria.
p)Di attivarsi, di concerto con la Provincia di Pisa, per la
formazione di maestranze locali, per le necessità occupazionali che si
determinino in relazione alle attività di Solvay nell'area Ponteginori
– Saline di Volterra.
q)Di individuare, sulla base degli accordi esistenti che già
stabiliscono una quota di prodotto per l'attività della Salina, idonea
riserva di giacimento, considerato che si tratta di risorse non
rinnovabili, in modo da preservare per lo stabilimento la possibilità
di garantire la propria capacità produttiva nel futuro.
r)Di presentare un progetto alla Regione per avviare la possibilità
di sfruttamento del sale marino, al fine di costruire ipotesi per
garantire la piena sostenibilità dell'azione della multinazionale sul
territorio.
s)Dare corso agli impegni del 2001 in cui si individua la Salina di
Volterra come elemento strategico per l'intero settore delle saline,
anche attraverso progetti di ricerca e sviluppo sperimentale delle
imprese locali, aggregazioni, reti di impresa in grado di attrarre
finanziamenti regionali, al fine sia di aumentare la produttività
sia di incrementare l'occupazione nel territorio.
t)In questo senso la collaborazione tra Solvay, Altair ed Atisale in partnership tra
loro potrebbe consentire un diverso uso della risorsa sale, con
eventuale sviluppo di prodotti derivati, assieme alla possibilità di
sfruttare canali di commercializzazione, know – how e competenze delle
aziende coinvolte.
u)Interventi congiunti sulla base della partnership
realizzata, per superare l'obsolescenza degli impianti della Salina
ed aumentare la capacità produttiva di Atisale. Gli interventi
enunciati devono generare una ricaduta occupazionale in modo almeno da
raddoppiare le attuali risorse occupate in Salina, sfruttando spazi
e volumi in disponibilità alla ex Salina di Stato.
v)Sfruttare le disponibilità della zona industriale intercomunale di nuova
attivazione a Saline di Volterra, per meglio strutturare le
opportunità di lavoro sul territorio.
z)Accettare l'istituzione di una Commissione terza di
controllo, per convalidare le misure di sicurezza
individuate e monitorare l'impatto dell'estrazione di salgemma sul
territorio nel medio e nel lungo periodo, prevedendo passaggi di
verifica quinquennale rispetto all'attuazione di tutte le prescrizioni
individuate.

Necessario che il Comune di Volterra partecipi alla
ipotetica fase successiva al rilascio delle concessioni, relativa ad
un accordo territoriale, nel caso che venga approvato il cosiddetto
"protocollo ponte" anche senza l'assenso del Comune di Volterra

Marco Buselli
Sindaco di Volterra

Sugli effetti delle estrazioni minerarie

"Invito ufficialmente - comunica il sindaco Buselli - il Presidente e
la Sesta Commissione regionale "Territorio e ambiente" a Saline di
Volterra, per poter constatare di persona gli effetti delle estrazioni
minerarie di salgemma e poter avere una visione completa
dell'argomento, corredata da un'esperienza sul campo. E' un pò quello
che abbiamo fatto con la Quarta Commissione, sensibilizzata sulle
problematiche socio - sanitarie di un territorio come il nostro, dopo
il viaggio "in ambulanza" dalla frazione di Sasso Pisano al Pronto
Soccorso dell'ospedale di Volterra. Mi auguro che il Presidente
Ceccarelli accolga l'invito, così come è avvenuto con Remaschi. Poter
prendere coscienza di persona delle problematiche reali e potenziali
relative alla situazione attuale è necessario affinchè possano essere
prese decisioni all'insegna della sostenibilità della presenza di una
multinazionale come Solvay sul territorio. A maggior ragione adesso,
che la Regione è in procinto di rilasciare il rinnovo delle concessioni
per trenta anni sul territorio di Saline di Volterra, paese che merita
sicurezza e tutela ambientale, ma anche sviluppo e occupazione
stabile".

Marco Buselli
Sindaco di Volterra

lunedì 12 marzo 2012

La Società Italiana di Pediatria sul caso di Volterra

La Società Italiana di Pediatria risponde al sindaco Buselli, che l'aveva
interpellata riguardo alla scelta unilaterale dell'Asl 5 di sopprimere
la reperibilità pediatrica, nonostante il parere contrario dei sindaci
del territorio. "Ho letto con grande attenzione e altrettanta
preoccupazione la sua lettera" commenta il Presidente, aggiungendo che
"i principi cui si fa riferimento e la necessità che la pediatria
mantenga il proprio carattere universalistico e che quindi tutti i
bambini abbiano diritto all'assistenza pediatrica, sono alla base della
stessa ragion d'essere della Società". In un passaggio fondamentale si
ribadisce che qualsiasi ipotesi di soppressione delle degenze deve
essere preceduta da azioni che consentano "la necessità di garantire
un'assistenza di base 24 ore su 24 e 7 giorni su 7". La Società
Italiana di Pediatria sta infine elaborando proposte concrete di
ristrutturazione della Rete Pediatrica Territoriale e Ospedaliera, che
presenterà al Ministro della Salute il prossimo 15 Marzo. Dopodichè le
stesse saranno "subito" girate anche all'Amministrazione di Volterra,
come recita il documento. Per tramite della propria Sezione Toscana, la
Società Italiana di Pediatria garantisce al sindaco che "terrà sotto
stretta osservazione i problemi rappresentati, e non mancherà di far
sentire la propria voce, ovviamente sulla base di un'analisi
approfondita della situazione". "Ringrazio - commenta il sindaco
Buselli - la Società Italiana di Pediatria per la propria disponibilità
ad analizzare la situazione specifica. E' autorevolmente confermata,
come era immaginabile, la necessità di garantire la copertura
dell'assistenza pediatrica sulle 24 ore. Invito ora damone a trarre
debite conclusioni".


Marco Buselli
Sindaco di Volterra

Sul "protocollo d'intesa" Solvay

"L'otto marzo pomeriggio - commenta il sindaco Buselli - è pervenuto
via mail il testo definitivo del "protocollo d'intesa" di cui la
Regione, entro il giorno dopo, mi ha sollecitato l'approvazione,
assieme agli altri Enti coinvolti sulla questione Solvay. La gravità e
la delicatezza di quanto si occupa questo tema, il rilascio di due
concessioni minerarie trentennali sul territorio del Comune di
Volterra, non può prestarsi ad assensi frettolosi e non adeguatamente
motivati. Ho ritenuto necessario pertanto farne parte ai miei assessori
ed anche ai consiglieri. Ho pensato di convocare quindi un Consiglio
Comunale urgente sulla vicenda, come ho subito comunicato alla Regione.
Spero si tenga in debito conto la volontà di un territorio interessato
da scelte che riguardano la sostenibilità dell'azione della
multinazionale Solvay nel medio e lungo periodo sul territorio. Già nel
corso dell'ultima riunione del "tavolo politico" fui costretto a
stigmatizzare la difficoltà e la scorrettezza di discutere un testo
dell'eventuale protocollo affatto diverso da quello su cui io e anche
gli altri sindaci avevamo già intrapreso le riflessioni e valutazioni.
E' perciò impossibile e istituzionalmente inaccettabile l'invito a
firmare il nuovo protocollo proposto dalla Regione oggi per oggi.
Risibile sottoscrivere un atto per contrattare l'obbligatorietà delle
prescrizioni contenute nella VIA, o che si debbano mettere a
disposizione di Solvay nuove decine e decine di ettari da sfruttare
promettendosi un vuoto impegno al mantenimento degli attuali livelli
occupazionali. Ci sarebbero tanti altri motivi per continuare. Chiedo
che sia il Consiglio Comunale della Città di Volterra, nel rispetto
delle proprie prerogative istituzionali, ad esprimersi".


Marco Buselli
Sindaco di Volterra

Classificazione Ospedale di Volterra

"Il Direttore Generale - commenta il sindaco Buselli - su nostra richiesta
ha dichiarato che l'ospedale di Volterra resterà di tipo B, nell'ambito
della classificazione che la Regione sta operando sul Piano sanitario.
Questa è una garanzia fondamentale, forse la più importante tra tutte,
in un quadro in cui non c'è nessuna chiara tutela per i presidi
ospedalieri di tipo A". All'incontro erano presenti i sindaci di zona,
il Presidente Uncem Giurlani, il vicesindaco Fedeli e l'assessore
Lonzi, oltre alla direttrice della SDS Sabina Ghilli. Stabilito di
stilare a breve anche un cronoprogramma degli interventi programmati
per il rilancio dell'ospedale. "Fumata nera invece - chiude Buselli -
per la reperibilità pediatrica, sulla cui soppressione la Direzione
Aziendale si è mostrata irremovibile, adducendo mere motivazioni di
carattere tecnico. Per quanto ci riguarda la spiegazione non è stata
soddisfacente. A breve faremo anche un incontro con i responsabili
dell'emergenza - urgenza e del Pronto Soccorso, per fare maggiore
chiarezza e capire se ci sono margini per sanare questa situazione".

Marco Buselli
Sindaco di Volterra

Ulteriori sviluppi...

"Stiamo inviando in Regione - commenta il sindaco Buselli - i nostri
contributi sulla questione Solvay. Gli spunti prodotti dall'Unione sono
un primo passo ma sicuramente non producono sufficienti garanzie. Non
si capisce, tra l'altro, come mai siano scomparsi i riferimenti ad una
compensazione economica per il territorio, che riteniamo condizione
necessaria. Faremo di tutto affinchè l'unico serio impegno del
"protocollo ponte" così come si presenta adesso, quello di convocare
entro due mesi un tavolo di confronto anche col Ministero, sorta gli
effetti desiderati. Qualsiasi effetto negativo venga poi dal rilasciare
le concessioni Cecina e Poppiano per trenta anni, senza prima aver
ottenuto idonee garanzie sulla sicurezza, il consumo idrico
sostenibile, l'occupazione e la compensazione economica, avranno
precise responsabilità, facilmente individuabili".

Marco Buselli
Sindaco di Volterra

sabato 3 marzo 2012

Solvay

"Oggi - commenta il sindaco Buselli - si è dilapidato tempo prezioso, che
poteva invece servire a riempire di contenuti un accordo territoriale,
che la Regione riteneva fino ad oggi contestuale al rinnovo delle
concessioni Cecina e Poppiano. Noi eravamo pronti. La Regione ha
preferito invece portare sul tavolo un protocollo molto diverso da
quello su cui avevamo lavorato, proprio all'ultimo momento, svuotato di
ogni prescrizione. Ci viene chiesto in pratica di firmare una sorta di
cambiale in bianco, che l'assessore Picchi ha definito "protocollo
ponte". Dopodiché la Regione darebbe le concessioni. Solo dopo si
dovrebbe aprire un confronto con le "richieste territoriali". Tutto ciò
avviene mentre Solvay, incurante delle trattative in corso, il giorno
prima dell'incontro odierno fa pervenire al Comune di Volterra
richieste danni e una sospensiva del blocco del cantiere dei Boschini,
dimenticandosi che siamo ad un tavolo di trattativa. L'altra volta,
alla vigilia del primo confronto, sono stati i lavoratori a dover
pagare le spese, con i provvedimenti di cassa integrazione irrogati.
Comunque la questione delle concessioni Cecina e Poppiano è in mano
alla Regione, che rischia però di andare avanti senza ascoltare le
istanze del territorio. Non mendichiamo soluzioni estemporanee ma
rappresentiamo migliaia di cittadini che chiedono garanzie serie, a
fronte di un rinnovo trentennale, che possa contestualmente garantire
una presenza sicura e sostenibile di Solvay e Atisale sul territorio".

Marco Buselli
Sindaco di Volterra

giovedì 1 marzo 2012

Progettare il futuro


Le motivazioni che spinsero la nascita della LC sono ormai note: il rifiuto di arrendersi alla definitiva marginalizzazione della nostra città e la volontà di provocare una svolta capace di frenare l’esodo giovanile ed anzi attrarre;  lavorare per una Volterra che cresca  e che sia centro di interesse per lo sviluppo dell’intero territorio.  Le direttive politiche di Regione e Provincia riguardo alla nostra zona,  ci hanno escluso completamente dallo sviluppo e dalla modernizzazione di cui invece hanno beneficiato molti Comuni limitrofi; i PRSE (Piano Regionale dello Sviluppo economico) come i PASL di livello provinciale (Patto per lo Sviluppo Locale) poco si occupano di questo territorio se non per sottolineare come “ i territori meridionali della Provincia (Pisa) si caratterizzano per un forte spopolamento conseguenza di saldi naturali e migratori di segno molto negativo”. Bene, c’è  coscienza del dramma che stiamo vivendo, ma non c’è interesse politico a risolverlo;  siamo consapevoli che ormai  Volterra e il suo territorio  sono veramente ridotti ai margini dell’economia provinciale da decenni di trasferimenti di servizi e tagli occupazionali e che per le forze politiche e sindacali non valga ormai la pena distogliere impegno e risorse dalle aree più popolate; ma noi non vogliamo arrenderci. L’Amministrazione attuale non ritiene che i contenuti del protocollo d’intesa stipulato tra Regione Toscana, Provincia di Pisa e Comune di Pisa nel 2011, siano minimamente rappresentativi di Volterra e del Territorio rispetto allo sviluppo in ambito provinciale e ha promosso un’azione volta a far inserire le priorità, riconosciute tali da accordi di programma e protocolli d’intesa siglati da Amministrazioni Comunali, Enti e Istituzioni, al fine di integrare le linee di programmazione regionali e provinciali. Qualche esempio? L’accordo sull’adeguamento e messa in sicurezza della SR 68, il protocollo d’intesa sulle politiche socio sanitarie, quello sulla zona industriale intercomunale a Saline di Volterra, investimenti per il Museo Guarnacci, già presentate nel PASL, per non parlare dell’accordo di programma sul rilancio della tratta ferroviaria Cecina – Saline di Volterra. Volterra e il suo territorio fortunatamente hanno ancora forze e risorse che non possono essere trasferite altrove ed è su queste che dobbiamo puntare; occorre però attuare quella programmazione che non è mai stata fatta, decidere la “Volterra che vogliamo”, progettare lo sviluppo locale  a cui  in questi decenni chi ci ha preceduto non si è mai impegnato. E’ da noi cittadini che deve partire il Progetto di Sviluppo locale che, presentato agli Enti di programmazione regionale, non possa essere rifiutato. Una proposta concreta e fattibile, che abbracci insieme anche il Volterrano – Alta Val di Cecina, con politiche mirate. Anche per riempire quello spazio di programmazione che mai è riuscito ad essere interpretato dalla Comunità Montana.  Potremmo avere anche le risorse finanziarie per attuarlo, se finalmente ci verrà riconosciuto, oltre alle garanzie ambientali,  il diritto  a condividere i benefici dello sfruttamento dei giacimenti di salgemma e delle risorse idriche.  La lista Civica Uniti per Volterra crede fermamente che sia ancora possibile invertire una tendenza che non è di origine soprannaturale e assicurare il futuro dei nostri figli qui, dove sono nati.

Lista Civica Uniti per Volterra  

Tratto da gonews.it

“Non esiste una ortodossia delle liste civiche ma può e deve positivamente manifestarsi una convergenza su alcuni punti di riforma e di “liberalizzazione” della politica". Lo ha detto stamani Valdo Spini in Palazzo Vecchio durante la conferenza stampa alla quale sono intervenuti vari rappresentanti dei movimenti civici che fanno parte della Federazione Civica alla quale aderiscono oltre 50 comuni toscani. Fra questi erano presenti il sindaci di Volterra Marco Buselli, di Casole d'Elsa Piero Pii, di Casciana Terme Giorgio Vannozzi, di Castelnuovo Val di Cecina Alberto Ferrini, la presidente ANPCI (Ass.ne naz.le Piccoli Comuni) Franca Biglio e Alessio Berni membro del coordinamento delle Liste civiche. “Abbiamo volentieri ospitato oggi in Palazzo Vecchio la riunione della Federazione delle Liste Civiche- ha detto Valdo Spini, capogruppo di “Spini per Firenze” - perché vediamo da un lato i più recenti sondaggi dare la cifra dei cittadini indecisi nel voto ad oltre il 40%; dall’altro lato le liste civiche nelle ultime elezioni amministrative del 2009 hanno rappresentato una realtà" . Spini ha poi aggiunto che "le liste civiche non sono antipolitica perché rappresentano sindaci e consiglieri comunali che sono stati eletti e che hanno passato il vaglio dei cittadini e delle cittadine delle loro realtà. Secondo punto, proprio perché eletti e non nominati da nessuno i rappresentanti delle liste civiche chiedono con forza una riforma elettorale capace di ripristinare un rapporto tra eletti e elettori in modo democratico ed efficiente. Tre: per riaprire e riattivare attenzione verso la politica ed i partiti dopo i recenti scandali che si sono verificati, occorre attuare subito l’art. 49 della Costituzione, con adeguate garanzie di democraticità e di trasparenza per la vita interna dei partiti stessi. Quattro: le primarie devono rappresentare lo strumento di scelta dei candidati , e, con tutte le garanzie necessarie, aprirsi a tutte quelle”. Le liste civiche presenti hanno annunciato l’appuntamento di domani sabato 18 febbraio 2012 alle 10 presso la "Sala della Miniatura" al III° piano Palazzo Vecchio di Piazza della Signoria in Firenze, l'incontro promosso dai movimenti civici. “Abbiamo riscontrato concretamente – ha detto Alessio Berni- che più piccoli sono i comuni, più significativa è la componente civica nei contesti amministrativi. Nei piccoli comuni italiani (cioè quelli che hanno sino a 5000 abitanti) risiedono 11 milioni (18 su 100) di cittadini che vive in queste piccole realtà. La Presidente dell'ANPCI, Franca Biglio, sindaco del Comune di Marsaglia è entrata nel merito proprio dell'importanza della municipalità individuale: “da tempo contestiamo il provvedimento legislativo che tenta di agevolare l'unione dei Comuni. Noi riteniamo invece fondamentale preservare la propria identità municipale, che nel caso delle unioni comunali viene travolta a vantaggio di singole e spesso più rappresentative amministrazioni locali. Una sorta di sopruso che schiaccia il più piccolo solo perchè numericamente meno rilevante". Fonte: Comune di Firenze - Ufficio Stampa Lista Civica Uniti per Volterra

Ci tolgano le tasse

La Maggioranza vincendo le elezioni si è trovata in mano una caldaia (da salamoia) dove bollivano una quantità enorme di patate sotto un coperchio tenuto ben sigillato; fatto 10 il livello massimo di efficienza e buona amministrazione, la Giunta si è trovata a gestire l’ordinario che si trovava e si trova ancora sotto lo zero. Una di queste patate al calor bianco è il rapporto con la multinazionale belga Solvay, sancito e blindato dall’accordo capestro del 1995. Tutti siamo ormai a conoscenza delle difficoltà di riportare un simile accordo, stipulato sulla convenienza di due parti a danno della terza allora consenziente, su una linea di convenienza per tutti i contraenti. E’ scontato che alle attuali rimostranze del Comune di Volterra, terza parte oggi ricredutasi, i due beneficiari si oppongano: dapprima adducendo la perfetta legittimità del contratto e delle iniziative di estrazione, poi organizzando una campagna mediatica volta a delegittimare e intimidire il Sindaco, oggi licenziando e minacciando di inviare centinaia di operai arrabbiati in piazza dei Priori. Un comportamento da manuale tenuto dai despoti di tutto il mondo in tutte le epoche: la giustificazione prima, la delegittimazione del reclamante poi, la divisione degli attori più deboli, oggi. Volterra accoglierà invece volentieri gli operai della multinazionale Belga di Rosignano ed accoglierà volentieri anche i Sindacalisti ed il loro Sindaco con tanto di striscia tricolore; non dovremo cadere in una guerra tra poveri a cui ci spingono gli interessi aziendali, quelli regionali e una certa stampa compiacente; non è questo che vogliamo. Siamo sconcertati però, che la Giunta Regionale, così come una multinazionale cavalchi la legittima preoccupazione delle maestranze contro una comunità di cittadini le cui risorse naturali non rinnovabili sono sfruttate da decenni, la sicurezza del territorio e delle abitazioni messa in pericolo senza nessuna contropartita. I dipendenti della multinazionale di Rosignano devono essere ben consci che nel mondo occidentale non esiste forse nessuna azienda che pretenda di ottenere gratuitamente le materie prime necessarie al suo ciclo produttivo; qualcuno forse pretenderà di pagarle poco, ma gratuitamente può succedere solo facendo uso delle armi. Se poi, come dichiara Solvay, Monopoli di Stato e Regione si dividono due milioni di euro all’anno senza riconoscere niente al Comune di Volterra, questa vicenda assume veramente contorni da terzo mondo; da colonizzazione imperialista. Lo Stato è proprietario dei beni del sottosuolo, è vero, ma lo Stato siamo noi. Come agisce in questa vicenda lo Stato? Se li spartisce con la Regione Toscana per spenderli in qualche modo lasciando ai cittadini toscani di Saline di Volterra solo danni e povertà? Allora dovremmo essere esentati almeno dal pagamento delle imposte. E’ in questo modo che qualcuno accumula ricchezze e qualcun altro povertà. Non è politica democratica né solidale, né degna di un Paese che si rispetti. Lista Civica Uniti per Volterra