Le
motivazioni che spinsero la nascita della LC sono ormai note: il rifiuto di
arrendersi alla definitiva marginalizzazione della nostra città e la volontà di
provocare una svolta capace di frenare l’esodo giovanile ed anzi attrarre; lavorare per una Volterra che cresca e che sia centro di interesse per lo sviluppo
dell’intero territorio. Le direttive
politiche di Regione e Provincia riguardo alla nostra zona, ci hanno escluso completamente dallo sviluppo
e dalla modernizzazione di cui invece hanno beneficiato molti Comuni limitrofi;
i PRSE (Piano Regionale dello Sviluppo economico) come i PASL di livello
provinciale (Patto per lo Sviluppo Locale) poco si occupano di questo
territorio se non per sottolineare come “ i territori meridionali della
Provincia (Pisa) si caratterizzano per un forte spopolamento conseguenza di
saldi naturali e migratori di segno molto negativo”. Bene, c’è coscienza del dramma che stiamo vivendo, ma
non c’è interesse politico a risolverlo;
siamo consapevoli che ormai
Volterra e il suo territorio sono
veramente ridotti ai margini dell’economia provinciale da decenni di
trasferimenti di servizi e tagli occupazionali e che per le forze politiche e
sindacali non valga ormai la pena distogliere impegno e risorse dalle aree più
popolate; ma noi non vogliamo arrenderci. L’Amministrazione attuale non ritiene
che i contenuti del protocollo d’intesa stipulato tra Regione Toscana,
Provincia di Pisa e Comune di Pisa nel 2011, siano minimamente rappresentativi di
Volterra e del Territorio rispetto allo sviluppo in ambito provinciale e ha
promosso un’azione volta a far inserire le priorità, riconosciute tali da
accordi di programma e protocolli d’intesa siglati da Amministrazioni Comunali,
Enti e Istituzioni, al fine di integrare le linee di programmazione regionali e
provinciali. Qualche esempio? L’accordo sull’adeguamento e messa in sicurezza
della SR 68, il protocollo d’intesa sulle politiche socio sanitarie, quello
sulla zona industriale intercomunale a Saline di Volterra, investimenti per il
Museo Guarnacci, già presentate nel PASL, per non parlare dell’accordo di
programma sul rilancio della tratta ferroviaria Cecina – Saline di Volterra. Volterra
e il suo territorio fortunatamente hanno ancora forze e risorse che non possono
essere trasferite altrove ed è su queste che dobbiamo puntare; occorre però
attuare quella programmazione che non è mai stata fatta, decidere la “Volterra
che vogliamo”, progettare lo sviluppo locale
a cui in questi decenni chi ci ha
preceduto non si è mai impegnato. E’ da noi cittadini che deve partire il
Progetto di Sviluppo locale che, presentato agli Enti di programmazione
regionale, non possa essere rifiutato. Una proposta concreta e fattibile, che
abbracci insieme anche il Volterrano – Alta Val di Cecina, con politiche
mirate. Anche per riempire quello spazio di programmazione che mai è riuscito
ad essere interpretato dalla Comunità Montana.
Potremmo avere anche le risorse finanziarie per attuarlo, se finalmente
ci verrà riconosciuto, oltre alle garanzie ambientali, il diritto
a condividere i benefici dello sfruttamento dei giacimenti di salgemma e
delle risorse idriche. La lista Civica
Uniti per Volterra crede fermamente che sia ancora possibile invertire una
tendenza che non è di origine soprannaturale e assicurare il futuro dei nostri
figli qui, dove sono nati.
Lista Civica
Uniti per Volterra
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