"Ho chiesto un sopralluogo urgente e dato mandato ad un legale -
comunica il sindaco Buselli - di valutare immediatamente la legittimitàdei lavori avviati da Solvay a ridosso dell'abitato di Saline di
Volterra. Se l'opzione è possibile disporrò la chiusura senza
esitazioni del cantiere". L'amministrazione Comunale di Volterra pensa
così ad una sospensiva immediata delle attività appena intraprese da
Solvay, all'interno della Concessione Mineraria Volterra, atte a ad
aprire un nuovo cantiere di estrazione del salgemma all'interno di un'
area boscata, ripetendo così la negativa esperienza del bosco degli
Spadini. La zona interessata al nuovo sfruttamento è situata nei
cosidetti "Boschini" si trova fra la strada della Maddalena e la
vecchia passerella, di fronte alla discarica delle Moje Vecchie.
Osservando sulla carta topografica si osserva come quest'area sia
rimasta l'ultima porzione non ancora coltivata dell'unica concessione
mineraria attualmente autorizzata di proprietà della Atisale, andandosi
ad incastrare fra le vecchie aree dismesse di Pacciano, quella di San
Giovanni ed il nuovo cantiere di Poppiano. Di notevole importanza
appare la lettura del Piano Strutturale e del Regolamento Urbanistico
del Comune di Volterra approvati rispettivamente nel 2007 e 2009. Nel
primo si prende atto che la zona è inserita all'interno di una
Concessione Mineraria, mentre il Regolamento Urbanistico, strumento di
governo del territorio comunale, prefigura l'area come ad elevata
valenza ambientale con "sistema ambientale V1 = Riserva di naturalità"
e "Trasformabilità del territorio rurale E1 = Area di conservazione".
Pertanto i lavori sarebbero iniziati in un'area definita protetta dal
Regolamento Urbanistico. "Voglio vederci chiaro, soprattutto dal punto
di vista urbanistico e di programmazione del territorio. Solvay -
continua Buselli - riguardo alla richiesta immediata, avvenuta intanto
per via informale, di blocco delle attività di disboscamento, ha
risposto di avere impellenti necessità di reperire nuovo minerale, e
che a causa della bocciatura del rinnovo delle Concessioni Minerarie
Poppiano e Cecina, prodotta dalla sentenza TAR Toscana del dicembre
2010, è costretta ad operare nell'ultimo lembo disponibile di
concessione". Anche in caso che non ci sia la possibilità effettiva di
fermare definitivamente i lavori, rimane in gioco la partita del
ripristino delle aree dismesse (San Giovanni, Santa Chiara e Pacciano)
con un rimboschimento equivalente almeno all'area utilizzata per il
nuovo cantiere. Verrà comunque richiesto il controllo e la verifica
costante della subsidenza dell'area industriale e civile di Saline di
Volterra, con l'ipotesi di installazione di una rete di punti GPS, da
monitorare mensilmente, operanti con una precisione di 1 cm in quota.
Sarà sottoposto a verifica il rispetto effettivo della fascia di
rispetto da qualunque edificio esistente, non interessato alle attività
produttive Solvay o Atisale. "Si deve procedere al rispetto assoluto
degli accordi esistenti - continua Buselli - che, seppur insufficienti
e dagli esiti disastrosi, non sono mai stati seriamente presi in
considerazione. Questo anche per quanto attiene ai posti di lavoro, per
la gestione dei cantieri di Saline, Buriano e Ponteginori. Purtroppo
l'atteggiamento delle passate amministrazioni, che hanno avallato a
priori tutta quest'operazione, spianando la strada alla svendita di
fatto delle risorse acqua e sale, rendono ogni tentativo assai
difficile e di complessa attuazione".
Marco Buselli
Sindaco di Volterra
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